Orgasmo Creativo
27 novembre 2008

Il Perchè di “Orgasmo Creativo”

New York, primi anni quaranta. Jackson Pollock si appresta a divenire uno dei maggiori esponenti dell’espressionismo astratto ma ora ha un problema: il suo problema è un muro bianco. Un muro bianco in una casa di Manhattan, la casa di una collezionista, la casa di Peggy Guggenheim, la prima a credere in lui, la prima a commissionargli un’opera così grande. Un muro bianco di due metri e mezzo per sei è li, statico, irriverente.
Qualcuno sostiene che ci vollero due mesi prima che accadesse, ma accadde. La calma divenne tempesta, il pensiero azione e Pollock riversò su quel muro il proprio orgasmo creativo: in una sola notte creò il capolavoro chiamato “mural”, l’opera che gli aprì le porte del successo internazionale.

Jackson Pollock quella notte ebbe un orgasmo: un orgasmo creativo. Il suo tormento di fronte al muro bianco fu il preambolo che precede ogni atto creativo: il pegno da pagare per trovare una risposta che soddisfi molteplici domande; un pegno che diviene più pesante quanto più ci si avventura su terreni inesplorati. Ma più pesante è il pegno, più intenso ed appagante sarà il suo epilogo.

L’orgasmo creativo è poliedrico: illumina, mette ordine, da un senso a tutta una serie di fattori sottraendoli al caos e donando loro una logica inattesa; è immediato, intenso, in certe forme d’arte è celebrato come un automatismo psichico, è il caso dell’arte pura o della poesia; in altre assume un ruolo risolutivo, chiarificatore, è il caso delle arti applicate, del design o dell’architettura. In queste arti il lavoro preparatorio è costretto a spaziare in molte discipline, e l’architetto o il designer devono saperle affrontare, devono sperimentare ed avere gli strumenti per farlo. E se gli strumenti non esistono, vanno ideati e divengono parte integrante del progetto; anticamente era pratica comune: Brunelleschi prese a modello il meccanismo di un orologio per approntare un sistema di contrappesi atto a sollevare la Cupola cui darà il nome.

Chiunque abbia a che fare con l’arte in una qualsiasi delle sue forme, che sia pittore, architetto, artigiano, poeta o scrittore non può prescindere dalla sperimentazione e sperimentare significa mettersi continuamente in discussione, sconfinare tra una disciplina e l’altra per trovare la risposta alle proprie domande. Trovo bellissima questa contaminazione, la trovo feconda, costringe ad evolvere ad inventare a percorrere strade ancora poco battute, strade che cercherò di illustrare in questa rubrica, strade che se ascoltate e capite infine si svelano, regalando quell’atto che racchiudono in se, quell’atto che con fare appagato definiamo orgasmo creativo.

Pietro G. Pedranzini

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2 commenti “ Orgasmo Creativo”

  1. gisi

    é il preciso momento nel quale i contenuti che circolano nella mente si sono sedimentati e allora ti siedi davanti al p,c. e inizi a scrivere con le idee che corrono più veloci dei tasti. E vai alla rincorsa e nella tua mente é tutto limpio e il pensiero si fa parola, sentimento, memoria.
    Nel campo della documentaristica é l’attimo nel quale prendi un documento in mano, dopo molti altri che hai già visto e non ti hanno chiarito dubbi, e proprio quel vecchio foglio lì ti parla e ti dà rsposte. Di solito prevale l’emozine. Quella che devi prima provare e poi vincere per andare avanti. Lì é l ‘apertura dello scrigno dei segreti. Sei solo con il tuo passato e lavori per attualizzare quello di buono che altri hanno fatto prima di te.
    Grazie Pietro e in bocca al lupo per altri intensi scritti
    gisi

  2. Marco De Campo

    Non poteva partire meglio questa rubrica! Non poteva avere titolo più appropriato. Lo penso Io e lo pensano tutti coloro hanno a che fare col ragionamento e con la creatività. Sono Architetto e so quanto possa inquietare un foglio bianco sulla scrivania. E’ un processo che comincia, è la mente che lavora incessantemente, è una montagna da scalare a passo di danza, con rituali intellettuali che non si possono eludere. Un meccanismo complicato come ingranaggio di orologio, ogni rotella deve girare e concorre a dare forma al tutto. C’è il progetto che ti hanno commissionato, ci sono regolamenti d’igiene e urbanistici, c’è la statica, la logistica e le tecnologie di costruzione, purtroppo anche l’economia…e i conti non tornano mai!… l’amministrazione pubblica o il committente con legittime richieste a volte alquanto assurde!…ci sono i canoni di bellezza e la geometria, la simmetria, la sezione aurea. Brucia energia il cervello, corre veloce ma non sai dove….la vetta non si vede… qua non si vede nulla caspita! …è nebbia fitta. I problemi sono sul tavolo ma la soluzione no…il foglio è ancora bianco. E poi improvviso come un orgasmo tutto scompare, la nebbia si dirada ed il Sole ti acceca… sei sulla vetta, gli ingranaggi girano armonici ed il tempo finalmente comincia a scorrere. Mi sono voltato indietro più volte per capire quali siano i meccanismi che stanno alla base di questo orgasmo, per analizzare l’attimo prima, per trovare la formula della soluzione! La risposta che mi sono dato è: INSODDISFAZIONE. Credo sia questo il motore che ti obbliga a cercare e ricercare la soluzione migliore tra tutte quelle possibili.
    Complimenti Pietro …. aspetto il secondo articolo!
    Marco De Campo

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